piatto a 5 zeri per il finnico!

Tecnica, esperienza, sensibilità di tavolo e quella cosa che con un eufemismo si definisce “attributi”. Patrik Antonius mette in campo un compendio della sua abilità pokeristica in una mano spettacolare andata in onda la scorsa settimana su High Stakes Poker.

Patrik Antonius vs Garrett Adelstein: cash gamer di epoche diverse, ma il finnico qui prevale

Una delle qualità più utili a fare soldi nel poker, in particolare live, è quella di riuscire a entrare nella mente del tuo avversario. Patrik Antonius ci riesce alla perfezione contro un avversario che in realtà non era proprio dei più morbidi, anzi…

Parliamo di Garrett Adelstein, a detta di molti uno dei cash gamer più forti al mondo da qualche anno a questa parte. Adelstein si è costruito una solidissima reputazione in format televisivi di cash live piuttosto seguiti negli USA, come il “Live @ the Bike”, oltre a comparsate in reality show famosi come “Survivor”. Tuttavia per lui era la prima volta a High Stakes Poker, un format che esisteva già quando lui era alle prime armi come giocatore. Era quindi una sorta di “battesimo del fuoco”, con qualcosa da pagare in termini di emozione. E c’era gente al tavolo che, per deformazione professionale, non aspetta altro per trasformarlo in un vantaggio monetario. Come il caso di Patrik Antonius e la mano che stiamo per raccontarvi.

Come è andata la mano

Con uno stack da 1662mila dollari circa, Patrik Antonius apre da middle position a 1.200$ con 9 7 . Foldano tutti fino a Garrett Adelstein, che siede sullo small blind con a k e 3-betta a 6.000$ con dietro altri 276mila dollari. Dopo il fold di Xuan Liu dal big blind la palla torna a Patrik Antonius, che decide di 4-bettare a 16.000$. Garrett fa call.

Con un piatto che è già da 32.800$ si va al flop che è q 4 9 . Adelstein fa check e Antonius continua con la sua linea, c-bettando 14.000. Adelstein chiama ancora e il piatto diventa bello croccante, da 60.800 dollari.

Il turn è 2 , apparentemente una carta neutra e dunque attaccabile. Infatti Antonius non si lascia sfuggire l’occasione e, dopo il nuovo check di Garrett, spara una bet da 25.000$. Adelstein ci pensa qualche minuto, poi decide di chiamare per un piatto che ormai ha raggiunto i 5 zeri, esattamente 110.800$.

Il dealer serve un 10 sul river, carta che teoricamente chiude diversi draw. Garret checka per la terza volta, e Patrik cosa fa? Il campione finnico opta per la scelta apparentemente più spericolata, ma anche la più spettacolare: bet 80.000$, lasciandosi dietro solo 27mila dollari.

Garrett Adelstein ci pensa un paio di minuti, o almeno mostra di farlo anche se forse potrebbe aver già deciso di foldare, come poi fa nella realtà. O forse no. La bellezza di questa mossa di Antonius è sì il fatto di aver trasformato in bluff la sua mano, provando pertanto a far foldare a Garrett eventuali coppie come JJ e TT, ma forse c’è anche una piccola porzione di valore, ovvero un tentativo di farsi herocallare in qualche sparuta occasione che lo vedeva davanti.

Patrik manda in confusione Garrett

Impossibile saperlo, né c’è naturalmente alcuna pretesa di indovinare i ragionamenti di simili campioni. Una cosa però appare quasi certa: Patrik Antonius, dall’alto della sua infinita esperienza negli high stakes live, ha ricevuto segnali di debolezza dal suo avversario. Un avversario che è a sua volta un fortissimo giocatore di cash game live, anzi uno dei più forti visti negli ultimi anni, ma che a suo stesso dire ha pagato un po’ lo scotto dell’emozione per il debutto in un format così celebre e con avversari così blasonati. Non è un caso che Adelstein abbia ammesso di essere stato profondamente deluso dalla propria performance al debutto in High Stakes Poker, e anzi di essere dovuto ricorrere a qualche seduta supplementare di analisi per superare la cosa.

Molto probabile, se non addirittura certo, che uno degli spot che più hanno fatto arrabbiare Garrett con se stesso sia stato proprio quello che vi abbiamo appena raccontato.

Author: Paula Dunn