se è meglio non strafare nei tornei di poker

Ci sono momenti nei quali, in un torneo di poker, è meglio non farsi trasportare dall’enfasi. Capita quando da short stack diventi chipleader. I campioni sanno gestire a loro vantaggio quelle circostanze. Ecco un esempio che può fare al caso nostro.

Short stack

Jake Bazeley e la sua frequente deep

Dobbiamo tornare al Day 4 del $3,500 Seminole Hard Rock “Rock ‘n’ Roll Poker Open” Championship do qualche anno fa per raccontarvi uno sfizioso episodio rimasto nella memoria di chi lo ha vissuto.

Esso iniziò con 18 giocatori rimasti da un field da 766 ingressi, con Jake Bazeley seduto col secondo stack più corto, anche se con ben 23 big blind. Quando si è composto il tavolo finale a sei, Bazeley era al quarto posto ed era ancora in lizza per conquistare il primo premio di $568.687. Cosa che gli è riuscita completando una rimonta clamorosa.

Bazeley è uno di quelli che riescono ad andare quasi sempre deep. In ciascuno degli anni dal 2009 al 2013, ha messo in cascina più di $ 200.000 di guadagni in tornei live, prima che nel 2014 esplodesse con $ 773.047 di vincite. Nel corso del 2015, guadagnò più di $ 1,1 milioni, superando $ 3 milioni per la sua carriera.

A oggi il suo guadagno in carriera è salito fino alla soglia dei 4,5 milioni di dollari vinti. 

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Nonostante un successo così costante in quegli anni, Bazeley è uno di quei giocatori che non monopolizza i riflettori. Grindava come un pazzo e metteva in tasca assegni, questo gli interessava.

Il torneo al SHRPO, da short stack alle stalle

Dalle mie osservazioni, gran parte del successo di Bazeley può essere attribuito alla sua concentrazione sulla sopravvivenza nei tornei. Quando è a corto di chips, non si arrende. Quando ha le chips, non esce dalla linea. Entrambe queste caratteristiche sono state messe in mostra allo SHRPO “Rock ‘n’ Roll Poker Open” quando è passato da essere short stack al tavolo finale.

Il tutto è iniziato quando Bazeley ha ottenuto un raddoppio iniziale e, non molto tempo dopo, al livello 24 (12.000/24.000/4.000), ha fatto segnare la sua prima tacca sul cinturone da sceriffo. Secondo gli aggiornamenti dell’evento, ciò è successo quando Joshua Gibson ha aperto per 55,000 dal bottone e James Salmon ha fatto una three-bet all in per 550,000 dallo small blind. Bazeley ha spinto all in dal big, cosa che ha portato Gibson a foldare.

Salmon: a q
Bazeley: 9 9

È stato un coin flip, ma il board ha palesato 10 4 3 7 10, dando a Bazeley il piatto, che lo ha portato a 1.45 milioni (60 BB).

Non molto tempo dopo, Bazeley ha raddoppiato grazie a Gibson quando, su un board che diceva 10 10 2 8 , Gibson ha puntato 110.000 e Bazeley è salito a 310.000. Gibson ha puntato ha raisato ancora fino a 595,000 e poi ha snappato quando Bazeley ha rilanciato una four-bet per 1,08 milioni. Gibson ha mostrato j 10 per un tris, ma non è stato sufficiente, visto che Bazeley ha floppato un full house con una coppia di 2 in mano. Il 7  del river non ha aiutato Gibson e Bazeley ha centrato un double up  da 2.2 milioni (100 BB).

Bazeley è stato in grado di passare dalla sopravvivenza a breve termine (quando i grandi bui e ante minacciavano il suo stack) alla sopravvivenza a lungo termine (quando aveva abbastanza chips per alleviare la pressione e aspettare che i suoi avversari venissero eliminati).

La pazienza di Bazeley nei momenti più tumultuosi del torneo

Ciò che è impressiona è il fatto che Bazeley abbia la capacità di soppesare con attenzione le sue chips appena vinte. Per esempio, nel Livello 26 (20,000/40,000/5,000), Matt Stout ha rilanciato a 90,000 da under the gun e Bazeley ha solo chiamato dal cutoff. Gibson ha completato dal big blind e i tre giocatori hanno giocato su un flop q 4 2 . Due check hanno messo nella condizione Bazeley di puntare 180,000,chiamato dal solo Stout. I due hanno checkato sul j del turn. Quando il 3 ha completato il board al river, Stout ha fatto check e Bazeley ha puntato 400,000. Stout ha chiamato solo per mettere nel muck quando Bazeley ha mostrato k k .

Adoro il modo in cui Bazeley ha giocato questa mano. Essendo così deep, ha preso una linea particolare, non rilanciando preflop e facendo check al turn – che gli ha permesso di controllare la dimensione del piatto e ottenere valore dalla sua mano sul river.

Non è facile passare da short stack alla chip lead, ma in quei casi in cui accade, è importante procedere con cautela. Di volta in volta vedo i giocatori andare troppo forte e troppo veloce quando si tratta degli ultimi due tavoli, e finiscono per schiantarsi.

Secondo la mia esperienza, i migliori giocatori del mondo navigano in quelle acque tumultuose con estrema cautela, e Bazeley è sicuramente tra i migliori. Ammiro la sua pazienza, volontà di sopravvivere e capacità di capitalizzare quando le carte cadono dalla sua parte. C’è una lezione da imparare dalla sua esibizione nel Day 4 e intendo prenderla come lezione.

Per Chad Holloway-PokerNews

Author: Paula Dunn