“Stop ai garantiti nei tornei di poker”

Patrick Leonard

Il forte torneista inglese Patrick Leonard sorprende tutti su Twitter, con una proposta rivoluzionaria sui tornei di poker online.

Oltre che uno dei torneisti più vincenti, e uno dei giocatori con una maggiore conoscenza nelle dinamiche MTT, Patrick Leonard è anche una bella “testa pensante”. Stavolta il professionista inglese ha davvero sorpreso tutti, con una proposta che sarebbe davvero rivoluzionaria per il mondo dei tornei online. Ma non tutti sembrano gradirla…

Patrick Leonard

Patrick Leonard

Di seguito la traduzione integrale del pensiero di Patrick Leonard e, più sotto, il tweet originale.

Patrick Leonard: “No ai montepremi garantiti, sì ai montepremi stimati”

Credo che nessun torneo dovrebbe avere un montepremi garantito. I garantiti praticamente ammazzano i tornei, perché i siti ci smenano soldi e poi ci pensano due volte prima di riproporre tornei che pure avrebbero un gran potenziale.

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Secondo me ogni torneo dovrebbe avere un prizepool stimato, e se non viene raggiunto allora tutti gli iscritti si vedono restituita la rake. Ovviamente il sito avrebbe tutto l’interesse a fare stime realistiche dei montepremi, in quanto ovviamente vogliono incassare la rake, ma allo stesso tempo ciò permetterebbe ai tornei di fare registrare regolarmente numeri alti senza preoccupazioni di overlay.

Per i giocatori sarebbe comunque vantaggioso, sia nel caso in cui si giochi senza rake sia che si giochi dei tornei con montepremi che giocoforza tenderebbero sempre più verso l’alto, cosa impossibile con i metodi tradizionali.

My opinion is that no tournament should have a guarantee. Guarantees almost kill tournaments because sites get burned and then they are hesitant to grow tournaments again that have a lot of potential. IMO every tournament should have an estimated prizepool and if it doesn’t hit..

— Patrick Leonard (@padspoker) January 30, 2022

Facciamo un esempio

Per capire l’applicazione pratica di quanto propone Leonard, proviamo a fare un esempio. Ipotizziamo un torneo da 100€ (90 a montepremi + 10 di fee/rake), con 50.000€ di montepremi garantito. Per raggiungere il garantito servono 556 iscritti. Se adottassimo la formula-Leonard lasciando come montepremi stimato 50.000€, nel caso in cui gli iscritti fossero 480 si avrebbe questo scenario:

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Si giocherebbe il torneo con un montepremi effettivo di 43.200€
I 480 giocatori iscritti si vedrebbero restituiti 10€ sul conto

L’altra proposta di Pleo: pubblicità durante le pause sincronizzate

Nella sua lunga riflessione su Twitter, Patrick Leonard avanza anche un’altra proposta. Leggiamola insieme.

Inoltre io manderei della pubblicità durante i 5 minuti di pausa, e aggiungerei gli incassi da quelle pubblicità al montepremi, per aumentare l’attrattiva per i giocatori di cui beneficerebbe naturalmente anche il sito, poiché più giocatori attratti dal montepremi aggiuntivo andrebbero a totalizzare ulteriore rake. Ci sono così tante idee possibili per migliorare dal metodo attuale dei montepremi garantiti, secondo me pericoloso e superato.

L’idea di Patrick Leonard e le reazioni

La riflessione di Patrick Leonard abbraccia una visione non solo da giocatore, ma anche da uomo di marketing. Questo è il primo punto di novità, poiché nel tempo i modelli di business “player-centrici” sono stati progressivamente abbandonati dalle room perché poco o per nulla sostenibili. Invece l’inglese crede che ci sia ancora molto spazio per creare un modello che possa essere vantaggioso sia per i giocatori che per la room. Forse Leonard sovrastima l’importanza dei montepremi garantiti nelle politiche aziendali e nei bilanci delle poker room. Ci sono operatori che puntano apertamente su robusti overlay nei tornei online per attirare nuovi giocatori, altri già consolidati che hanno politiche molto più prudenti.

Quello ipotizzato da Leonard è un vero e proprio giro di vite, che rovescia la visione e i riferimenti che abbiamo avuto tutti fino ad oggi. Può essere sostenibile? Di certo la proposta non è risultata proprio popolarissima tra i suoi followers, che l’hanno bocciata in larghissima parte. O, almeno, è questo che si evince leggendo i commenti alle sue proposte.

Faraz Jaka (Courtesy PokerNews)

Faraz Jaka (Courtesy PokerNews)

Jaka tifa per i garantiti

Pensare a un modello alternativo non è comunque sbagliato. Anche Faraz Jaka ha pubblicato un riflessione sullo stesso argomento, dicendo “Nei primi anni della mia carriera avevo un atteggiamento egoista e tifavo per gli overlay nelle room. Oggi invece capisco che le room che non raggiungono i garantiti, alla lunga chiudono. Per questo faccio il tifo che le room superino i loro garantiti”.

Ma è fattibile?

Se venisse adottata la formula dei montepremi stimati, quali potrebbero essere le reazioni del mercato? Nel marketing le parole sono importanti, dunque STIMATO e GARANTITO non possono avere lo stesso appeal. Ne consegue che i giocatori amatoriali, notoriamente attratti dalla possibilità di centrare grosse vincite con un unico torneo, potrebbero venire disincentivati. Dall’altra parte, l’ipotesi di giocare senza pagare rake è senz’altro allettante, ma è un tipo di benefit percepito quasi esclusivamente dai grinder o comunque giocatori regolari. Difficile, se non impossibile, prevedere quale tendenza sarebbe prevalente.

Tutt’altro impatto potrebbe avere l’idea delle pubblicità durante le pause sincronizzate. Qui le room potrebbero davvero cogliere la palla al balzo e fare davvero qualcosa in questa direzione. Tuttavia appare difficile che poi scelgano di destinarne gli incassi ai montepremi dei tornei…

Author: Paula Dunn