un full house complicato da gestire

In una partita di Texas Hold’em, la possibilità di ottenere un full-house è mediamente remota. Nelle occasioni in cui  succede di centrarlo, quindi, si possiede un punto particolarmente forte che – qualora si scontrasse con mani di valore avversarie – probabilmente potrebbe portare grandi vincite nelle nostre tasche.

Il vero problema, però, si concretizza nelle rare occasioni in cui tocca domandarsi se effettivamente il proprio full-house sia, in quel momento, il punto migliore. Perchè può anche capitare che – addirittura – qualcuno contemporaneamente abbia avuto la fortuna di azzeccare un punto ancora più forte. E passare un full è davvero sempre molto molto difficile.

Andiamo a vedere cosa sia accaduto ad un giocatore di cash game al Seminole Casino Hard Rock di Hollywood, South Florida.

Un full house complesso?

Siamo in Florida, ed è l’estate del 2021. Si sta disputando una partita cash game No Limit con tre bui 1$-2$-5$, nel contesto di un tavolo “no cap“, ovvero senza limite di stack con cui potersi sedere.

La partita è piuttosto ricca, dal momento che tutti i seduti al tavolo possiedono stack di almeno 5.000 dollari.

Vedremo la mano dalla prospettiva di Bart, giocatore seduto UTG che riceve  7 7  e apre a 20$, con uno stack di 7.300$. Chiamano sia il giocatore da middle position che quello sul cutoff, mentre il bottone rilancia a 55$. Chiama il grande buio, Bart fa call e chiama anche tutto il resto del tavolo, per un flop a 5 giocatori.

Flop (pot da 278$)

8 7 3

Il grande buio esce puntando $120, Bart chiama, i successivi due giocatori passano e chiama il bottone. Si resta in tre.

Turn (pot 638$)

6

Il giocatore nel big blind fa check, parola a Bart che punta 150$, due call. Si rimane in tre.

River (pot 1088$)

3

BB fa ancora check, Bart – con un forte full-house- punta 800$ per valore, il giocatore sul bottone folda. La parola torna al Big Blind, che clamorosamente va in all-in per ben 6.175$.

Bivio clamoroso, quello che si prospetta davanti a Bart. L’unica cosa che sappiamo è che fino a quel momento della partita, il giocatore sul Big Blind è stato definito come “sensato”, quindi non parliamo certamente di uno sprovveduto alle prime armi.

Il punto di Bart è veramente forte, ma è anche vero che non è il nuts, dal momento che vi sono possibili combo di full maggiori (qualora avesse 88), di scala reale e di poker di 3.

La scelta è ardua, resa tale anche da una puntata veramente gigantesca.

Qual è il range da attribuire all’avversario? Escludendo che non sia impazzito e abbia allestito un bluff rischiosissimo, può fare una mossa del genere con una mano meno forte rispetto a quella di Bart?

Che fareste al posto di Bart?

La scelta di Bart

Sono occorsi sei o sette minuti, prima che Bart prendesse la sua decisione. Decisione che è stata quella di foldare, mostrando il proprio punto. Con grande gentilezza, il big blind gira la sua mano: aveva 8 8 , per un full maggiore che avrebbe mandato Bart broke.

Nice fold, quindi. Saremmo stati in grado di passare anche noi?

Author: Paula Dunn